sabato 27 novembre 2010

Il panorama collinare vero primo attore della descrizione di Firenze


Eccomi di nuovo con te in viaggio a Firenze!
La nostra città, per cui, si rivela agli occhi dei turisti come la meta finale di un tratto collinare, esso stesso interprete della descrizione. Infatti, come dice Brilli, «iniziato già ai tempi di Boccaccio, l'elogio emozionato delle colline fiorentine è ormai di rado assente nel Settecento dalle pagine dei agende di viaggio, per divenire col tempo quasi esercizio linguistica solita».
Ne sono un modello le pagine  di un artista che rimane incantato dalla tenuta «deliziosa» tra Pisa e Firenze: «tutti gli alberi sono vestiti da viti e graspi adulti, gialli o porporini, che piegano da ogni ramo, nel modo più abbondantissimo e tenero». Per me, alla poesia originata dalla vista si inserisce la produttività: scambiando i filari «si risparmia il mortale del campo per il briciolo, erba o nuovo articolo. L'attenzione positiva  mia testimonia che, nella rito a passione dell'habitat collinare, operata con lenti promuovete dopo il primo le più diverse punti di vista e disposizioni d'animo, l'azione dell'avvicinamento segna di continuo un ampliamento di bellezza, ma spesso pure di 'economicità'. per quanto non ci si trovi più tuffati nella fertile sovrabbondanza della campagna bolognese, quella fiorentina è bello, variegata, l'immagine identica della pulizia, del salute, il frutto di un persistente impegno al progresso delle tecniche vantaggiose.
Non a caso, un robusto articolo che riguarda le colline è riprodotto dalla descrizione del luogo, del manto arboreo e della riproduzione agricola e frutticola. Essa va a pieno di quell'ammirazione per il panorama della Toscana che si confermerà, sul finire del XVIII secolo, come «panorama esemplarmente italiano, derivante, graficamente stilizzato e di cromatismo quasi stancante, da paragonare a quello preistorico di Roma e a quello fra terre del profondo sud.
Da un punto di vista realmente scientifico, divengono un punto di riferimento ineludibile gli studi di Giovanni Targioni Tozzetti, molto stimati per esempio da Lalande (1765), in cui veniva narrato con grande esperienza l'ambiente naturale toscano e veniva presentata una teoria circa la natura e la origine delle colline (Bossi, 1993).
Il nostro viaggio continua! A presto!

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